
La Simbologia dei Cavalieri Templari: tra Ombre e Luci.
I Cavalieri Templari erano uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali, fondato intorno al 1119 a Gerusalemme, da Hugues de Payns e Goffredo di Saint-Omer. Il loro obiettivo dichiarato era quello di proteggere i pellegrini cristiani e difendere i luoghi santi in Terrasanta durante le crociate.
Il loro motto era: “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam”, che significa “Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria”. Videro una rapida ascesa e acquisirono immenso potere, fino a che nel 1312 l’ordine fu sciolto a causa di accuse di eresia e corruzione. Nel 1314 l’ultimo Gran Maestro Templare, Jaques de Molay fu arso al rogo, per volere di Filippo il Bello e del papa Clemente V.
I Templari sono spesso associati a leggende e misteri, e la loro eredità continua a suscitare interesse e fascino nella cultura popolare. La simbologia che usarono resta ancora oggi incisa sulla pietra delle cattedrali gotiche per ricordarci il loro glorioso passaggio.
Durante le loro campagne in Oriente, i Templari entrarono in contatto con diverse tradizioni religiose e culturali, tra cui lo gnosticismo ed è, probabilmente, dalla commistione di tradizioni diverse che trassero ispirazione per alcuni dei simboli più enigmatici.
I Sigilli Templari
I Templari utilizzavano diversi sigilli che servivano come strumenti di autenticazione per documenti e accordi, ma erano anche carichi di significato spirituale e simbolico. Questi sigilli non erano tutti uguali, ma ognuno aveva un’immagine specifica che rappresentava diversi aspetti dell’Ordine. L’immagine di due cavalieri su un solo cavallo è una delle più famose. Più che mostrare un’usanza reale dei Templari, rappresentava l’ideale di umiltà e fratellanza tra i membri dell’ordine, ma anche la loro dedizione e lo spirito di sacrificio.
Alcuni sigilli mostrano tre torri, con una torre centrale e due laterali. Questo simbolo rappresenta la fortezza e la protezione, elementi fondamentali per i Templari, che erano noti per la loro difesa dei pellegrini. La torre centrale, spesso più alta, può simboleggiare la leadership e l’autorità all’interno dell’Ordine Templare. Le torri laterali possono rappresentare i membri dell’ordine che sostengono la struttura gerarchica.
Il Grande sigillo del Maestro con la Cupola della Roccia, mostrando un luogo sacro a Gerusalemme, evidenzia la connessione dei Templari con la Terra Santa e la loro missione religiosa.
Il Mistero di Abraxas
Abraxas è una figura importante nel sistema gnostico di Basílide, un filosofo del II secolo. In questo contesto, Abraxas è descritto come il “Gran Arconte”, il principe delle 365 sfere che compongono il cosmo. Talvolta è raffigurato con un corpo umano e una testa di gallo, con serpenti che si avvolgono attorno al suo corpo.
Spesso appare come una divinità che incarna la dualità, combinando elementi di bene e male, luce e oscurità, riflette l’idea gnostica che il mondo materiale è imperfetto e che la vera conoscenza (gnosi) porta alla liberazione.
In quanto governatore e custode delle 365 sfere che compongono il cosmo, è una figura molto potente nell’universo gnostico, responsabile del mantenimento dell’ordine cosmico.
Abraxas ha una connessione intrigante con i Cavalieri Templari. Infatti, appare su alcuni loro sigilli, suggerendo che i Templari potessero avere un interesse per simboli e figure esoteriche. Questa figura, con la sua dualità di bene e male, si allinea con alcune delle credenze gnostiche che i Templari potrebbero aver conosciuto. Inoltre, potrebbe riflettere una ricerca di equilibrio tra forze opposte, un tema ricorrente nella loro filosofia.
Il Fleur-de-lys
Altro simbolo ricorrente nell’universo dei Templari è ilgiglio o fleur-de-lys. Il giglio è tradizionalmente associato alla Beata Vergine Maria, simboleggiandone la purezza e la sacralità. Questo legame con la figura mariana è importante anche per i Templari, che si consideravano i custodi della fede cristiana.
Tuttavia, in Francia, il fleur-de-lys era simbolo della monarchia. I Templari, essendo un ordine cavalleresco con forti legami con la nobiltà, potrebbero averlo usato per rappresentare la loro autorità e il loro status.
Alcune intriganti leggende suggeriscono che il fleur-de-lys rappresenti anche la linea di sangue di Maria Maddalena, un tema che ha affascinato molti studiosi e appassionati di esoterismo.
In ogni caso, il giglio è presente in molte cattedrali e cappelle templari, ciò ci fa intuire che il suo legame con la spiritualità fosse profondo. La sua forma a tre petali può richiamare la Trinità, un concetto fondamentale nel cristianesimo, che descrive l’unità di Dio in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
I Templari e Dante
Il 13 ottobre 1307 è una data cruciale non solo per la storia dei Templari, ma anche per la letteratura italiana, poiché coincide sia con l’arresto in massa dei Templari che con l’inizio della composizione della Divina Commedia da parte di Dante Alighieri.
Questo periodo segna un momento di grande tumulto politico e religioso, e Dante, che era un fervente sostenitore dell’ordine templare, non poteva rimanere indifferente di fronte alle ingiustizie perpetrate da Filippo IV di Francia.
Nella Commedia, Dante non esita a condannare i potenti e i tiranni, e Filippo IV, detto “Il Bello”, è visto come un simbolo di corruzione e abuso di potere. La sua figura è associata a temi di giustizia e vendetta divina.
L’arresto dei Templari fu parte di una campagna orchestrata da Filippo IV per confiscare le loro ricchezze e consolidare il potere. Questo evento, inevitabilmente, influenzò in modo profondo la percezione pubblica dell’ordine e dei suoi membri.
La Commedia non è solo un’opera letteraria, ma anche un documento storico che riflette le tensioni politiche e sociali del tempo. Dante iniziò a scriverla durante il suo esilio da Firenze, un’esperienza che lo portò a riflettere profondamente sulle ingiustizie e le corruzioni del suo tempo. La sua opera è intrisa di critiche sociali e politiche, e il disprezzo per Filippo IV è evidente in vari passaggi.
Infatti, Dante lo colloca nel suo Inferno, insieme a Papa Clemente V. Dato il loro diretto coinvolti nella persecuzione dei Templari, la loro presenza nell’Inferno può indicare l’aspra condanna di Dante verso coloro che hanno abusato del potere e perseguitato i giusti.
Anche se Dante non menziona esplicitamente i Templari, ci sono allusioni che possono essere interpretate come riferimenti al loro ordine. Tutto ciò in accordo con il concetto di giustizia divina e lotta contro l’ingiustizia sociale che sono temi centrali nella sua opera e che risuonano con i valori dei Templari.
Ricordiamo che Dante descrive Beatrice nel Paradiso come circondata dal “convento de le bianche stole”, un’espressione che ricorda i bianchi mantelli dei Templari. Inoltre, dà risalto alla figura di san Bernardo, storicamente legato all’Ordine Templare.
Un Oscuro Mistero: il Baphomet
Durante il processo contro i Templari, che ebbe inizio nel 1307, emersero diverse confessioni da parte degli imputati riguardo a un idolo chiamato Baphomet. Le confessioni dei Templari erano spesso contraddittorie. Alcuni negavano di conoscere Baphomet, mentre altri affermavano di venerarlo. Inoltre, le descrizioni di Baphomet variavano notevolmente da una confessione all’altra. Alcuni lo descrivevano come un idolo barbuto, mentre altri lo rappresentavano diversamente. In generale, pare si trattasse di una “testa” che veniva usata durante le iniziazioni dei nuovi arrivati nell’Ordine.
Il nome “Baphomet” è stato associato a varie interpretazioni nel corso dei secoli, spesso legate a idee di dualità e sincretismo religioso. Alcuni studiosi suggeriscono che potrebbe rappresentare una sorta di simbolo esoterico piuttosto che un vero e proprio idolo di culto.
È importante considerare che il processo contro i Templari fu influenzato da motivazioni politiche ed economiche, e molte delle confessioni sono state estorte sotto tortura o pressione. Alle varie accuse mosse contro i Templari (blasfemia, eresia, sodomia ecc.) la presenza della figura enigmatica del Baphomet permise di aggiungere anche quella di idolatria pagana.
Molti studiosi hanno avanzato l’ipotesi che la simbologia legata al Baphomet sia stata del tutto fraintesa dagli inquisitori e successivamente manipolata a proprio piacimento per rafforzare le accuse contro i Templari.
Dato che la misteriosa figura appare in molte confessioni estorte ai membri dell’Ordine, possiamo ipotizzare che un fondo di verità ci fosse. Magari si trattava di un’immagine simbolica legata ad un tipo di conoscenza segreta e riservata a pochi iniziati. Un segreto tanto grande da non poter essere rivelato nemmeno sotto tortura.
La “Testa di Morto” e la Nigredo
Le considerazioni fatte riguardo al Baphomet, in particolare l’idea del presunto culto di una testa, ci portano a riflettere sulle possibili connessioni tra i Templari e i simboli alchemici.
In alchimia, la fase della “nigredo” (da cui deriva il termine “caput mortuum”) è un passaggio cruciale nella Grande Opera. La nigredo rappresenta il processo di decadimento, morte e dissoluzione di una materia impura, un momento di oscurità in cui il “vecchio” deve morire per fare spazio a una nuova forma di vita.
Questo stadio di oscure profondità può essere visto simbolicamente come la morte dell’ego e della materialità, che prepara il terreno per una nuova fase di rinascita (che sarebbe rappresentata dalla rubedo, ovvero l’apparizione della pietra filosofale e della sua purificazione).
Il “caput mortuum” in alchimia rappresentava proprio il residuo di questo processo, una “materia morta”, che simbolicamente avrebbe potuto anche rappresentare il percorso di purificazione attraverso il quale l’individuo alchimista doveva passare per giungere alla propria illuminazione spirituale.
Questa idea di “testa” potrebbe riflettere anche il desiderio di trasformazione spirituale e di passaggio dall’oscurità alla luce, dalla morte alla resurrezione, un concetto che ben si sposa con la simbologia templare, il cui scopo non era solo di proteggere i luoghi sacri, ma anche di perseguire una forma di perfezione spirituale.
Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il culto templare possa essere legato alla testa di Hugues de Payens, il primo Gran Maestro dei Templari. Sicuramente una supposizione affascinante, soprattutto considerando la presenza di tre teste nere su sfondo d’oro nello stemma araldico del fondatore dei Templari. Questa emblematica rappresentazione potrebbe avere un significato profondo, legato all’idea di sacralità e mistero. La testa di un fondatore (un personaggio che incarna l’origine e lo spirito di un ordine) potrebbe simboleggiare la trasmissione di una conoscenza segreta o iniziatica, connessa a segreti spirituali e a pratiche esoteriche. In altre parole, la testa di Hugues de Payens potrebbe essere vista come reliquia di un sapere arcano, in grado di garantire ai Templari un legame diretto con la fonte originaria del potere spirituale dell’Ordine.
Ma dobbiamo citare anche un’altra affascinante ipotesi: l’associazione con il cranio decapitato di San Giovanni Battista, considerato uno dei santi patroni dell’Ordine dei Templari. In effetti, San Giovanni Battista è una figura centrale nella tradizione cristiana, simbolo di purificazione e di preparazione alla venuta di Cristo. La sua decapitazione è un atto che evoca il concetto di morte sacra e di rinascita spirituale.
Dal punto di vista esoterico e iniziatico, la testa può essere vista anche come il centro di energia spirituale. In molte tradizioni, la testa è il luogo dove reside l’intelligenza superiore e il contatto con la divinità. Il culto della testa potrebbe essere quindi simbolico di un percorso iniziatico che mira ad accedere a una conoscenza segreta o superiore. La testa, in questo caso, non è solo un simbolo di morte (in quanto mozzata dal corpo), ma anche un emblema di rinascita, di illuminazione e di saggezza superiore.
Come possiamo notare, la simbologia dei Templari è ricca e in parte oscura. Il contrasto intrinsecamente legato ai Templari parla di Luce e Ombra. Il loro percorso iniziatico forse consisteva proprio in questo: passare dal buio alla Luce.
La fine?
Nel 1307, Filippo IV di Francia, fortemente indebitato con loro, orchestrò la loro caduta con l’appoggio di Papa Clemente V. Molti cavalieri furono arrestati e torturati per estorcere confessioni di eresia, idolatria e pratiche occulte. L’ultimo Gran Maestro templare, Jacques de Molay, fu arso sul rogo nel 1314.
La distruzione dell’Ordine ha alimentato miti: alcuni credono che i Templari siano sopravvissuti in segreto, che abbiano trasmesso le loro conoscenze a organizzazioni esoteriche o che abbiano nascosto un incredibile tesoro.
Se davvero custodissero un segreto così grande da dover essere protetto a costo della vita, questo rimane uno dei più grandi enigmi della storia. Se i Templari avessero davvero scoperto qualcosa di straordinario a Gerusalemme, potrebbe riguardare non solo reliquie fisiche come il Santo Graal o l’Arca dell’Alleanza, ma anche conoscenze più profonde sulla natura dell’essere umano e sul divino.
Possedevano antichi testi o sapienze eretiche che mettevano in discussione la visione ufficiale della Chiesa? Forse erano entrati in contatto con documenti segreti, magari legati ai primi cristiani, agli Gnostici o addirittura a insegnamenti perduti di Gesù. Se così fosse, Filippo IV e Clemente V potrebbero aver deciso di sterminarli, non solo per motivi economici e politici, ma anche per mettere a tacere verità pericolose.
Ma dove potremmo cercare indizi che ci rivelino la verità? Alcuni risponderebbero: “Nelle cattedrali gotiche”. Se davvero i Templari custodivano un sapere proibito, le cattedrali gotiche potrebbero essere una traccia visibile di questa eredità nascosta. Un libro di pietra che racconta una conoscenza antica, un percorso di elevazione interiore per chi sa leggerlo.
Nonostante i documenti storici ci raccontino la rapida ascesa ed il brusco declino dei Cavalieri del Tempio, l’aura di mistero attorno alla loro vicenda permane. La loro improvvisa soppressione da parte di Filippo IV di Francia, carica di accuse di eresia e di pratiche occulte, ha contribuito ad alimentare leggende e teorie cospirative che si tramandano ancora oggi.
L’enigma della loro vera ricchezza, la presunta conoscenza di segreti esoterici e la loro organizzazione gerarchica complessa, continuano ad affascinare e ad alimentare speculazioni. Anche il destino dei loro tesori, mai completamente ritrovati, contribuisce a mantenere vivo l’interesse e l’alone di mistero che avvolge questa affascinante e controverso ordine religioso di monaci-guerrieri.
Il fascino dei Templari risiede proprio in questa combinazione di storia reale e leggenda, lasciando spazio a infinite interpretazioni e alla continua ricerca di verità nascoste.